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26 agosto 2005

ANIMALI PERVERTITI! PECCATORI!!

Da “Lo Specchio”, supplemento a “La Stampa” del 31 luglio ‘99

ANIMALI OMOSESSUALI... PECCATORI ANCH'ESSI? PERVERTITI? SOFFERENTI? MALATI? PARREBBE DI NO...

di ISABELLA LATTES COIFMANN

Finalmente si è scoperto che non si tratta affatto di una anomalia morbosa. E tanto meno di un atteggiamento amorale. Nel variegato ventaglio dei comportamenti sessuali c'è anche questa variazione sul tema. La ritroviamo dei resto anche tra gli animali. Quando due babbuini maschi s'incontrano, si salutano, porgendo l'uno all'altro, in atto di cortesia, il fondoschiena (metafora elegante per dire il sedere). L'offerta sessuale - perché di questo si tratta - la fa l'individuo di rango inferiore a quello di rango superiore. Per lui significa ingraziarsi il compagno più importante e assicurarsi la sua protezione in caso di necessità.

Il piacere delle scimmie
Ci sono varie specie di scimmie in cui le femmine, quando sono in calore, sviluppano un vistoso rigonfiamento rosso-acceso nella zona epidermica che circonda l'orifizio genitale. Gli etologi hanno notato che anche nelle amadriadi, nei colobi ferruginosi e in quelli verdi, i maschi hanno stabilmente turgidità e colore altrettanto vivace nell'analoga regione ed esibiscono ostentatamente il posteriore a ogni maschio che incontrano, in segno di saluto. Alle volte, la simulazione sessuale si spinge a tal punto che colui il quale riceve il saluto monta la scimmia che gli presenta così graziosamente il sedere, trattandola alla stessa stregua di una femmina.
Sempre tra i mammiferi, rapporti omosessuali sono evidenti nelle pecore delle Montagne Rocciose, le cosiddette bighorn (Ovis Conodensis). E’ la grandezza delle coma quella che determina il rango dei maschi. Solo i possessori di corna imponenti combattono tra loro per stabilire la scala gerarchica. I maschi di rango inferiore riescono a vivere indisturbati e a salvare la pelle perché ogniqualvolta un dominante li insegue, non si sognano nemmeno dì ingaggiare battaglia. Si limitano ad assumere l'atteggiamento di sottomissione, lasciandosi montare senza battere ciglio, proprio come se fossero femmine.

Gay per solitudine
Konrad Lorenz, nelle sue famose esperienze sulle oche e sulle anatre, è stato il primo a scoprire che certe impressioni precoci si stampano indelebilmente nel cervello degli uccelli in periodi di particolare sensibilità, per quel particolare fenomeno che va sotto il nome di imprinting. Lo psicologo Schultz confermò quanto sia tenace l'effetto delle impressioni giovanili, facendo crescere assieme vari maschi dell'anatra sposa (Aix Sponsa). Giunti alla maturità sessuale, questi maschi, pur avendo a disposizione parecchie femmine della loro specie, preferivano praticare l'omosessualità e continuarono a praticarla fino al settimo anno di età.
Altrettanto fanno i pappagallini ondulati (Melopsittacus Undulaturs), affamati di compagnia al punto tale che, quando sono tenuti isolati, si attaccano disperatamente all'uomo o alla donna che si prendono cura di loro. Va da sé che se si mettono nella stessa gabbia due individui dello stesso sesso, due maschi o due femmine, i prigionieri si sbaciucchiano continuamente e se ne stanno sempre vicini con infinita tenerezza, in un evidente rapporto omosessuale. Ma gli omosessuali più incalliti sapete dove li troviamo? Pensate un po', tra le cimici. Questo nome non deve però trarre in inganno. A sentir parlare di questi animaletti, viene da pensare immediatamente alla famigerata cimice di letto che succhia il nostro sangue. Ma sono ben settecento le specie di insetti che vanno sotto il nome generico di cimici, e sono quasi tutte squisitamente vegetariane.

L'amore violento delle cimici
Esistono certe specie di cimici che si possono definire «furiosamente» omosessuali. Sono le Afrocimex. Tutto il loro tempo, fatta eccezione per quello che passano dormendo o mangiando, lo dedicano all'amore. Dotati di un eccezionale appetito sessuale, i maschi di questi insetti tentano di accoppiarsi con qualunque individuo della stessa specie incontrino sul loro cammino, indipendentemente dal sesso e dall'età. Fra gli Afrocimex non vi è parità numerica tra i sessi. I maschi rappresentano l'ottanta per cento della popolazione, quindi la probabilità di incontrare una femmina è minima. Bisogna dire che le cimici in generale hanno uno strano modo di comportarsi. Si può dire che fanno l'amore a pugnalate. Non si curano di individuare la collocazione esatta dell'orifizio genitale del partner. Muniti di un pene appuntito come un punteruolo, trafiggono il corpo del partner in un punto qualsiasi: sul dorso, sul ventre, sulle zampe, dove capita. Una volta penetrato nel corpo del partner, il pene funziona come una siringa intramuscolare e inietta nei tessuti un vero torrente di sperma. In proporzione, è come se un uomo espellesse in una sola eiaculazione una trentina di litri di sperma. Il maschio Afrocirnex, dunque, se incontra sulla sua strada un altro maschio, non si arrovella minimamente. Lo tratta come se fosse una femmina. Lo trafigge col solito sistema inondandolo di spermatozoi. Il beneficiario si porta addosso tutto quel plotone di estranei senza risentirne alcun danno.

Gli spermatozoi nuovi arrivati. dal canto loro, fanno quello che devono: vanno in cerca degli ovuli da fecondare. Naturalmente non li trovano nel maschio ospite. Trovano invece i canali deferenti. Vi penetrano e si mescolano con gli spermatozoi di casa. Cosicché, non appena l'ospite incontra una femmina della stessa specie, lui, doppiamente virile, le inocula, insieme a quello proprio, anche lo sperma dell'«amante».



Isabella Lattes Coifmann (
Pubblicato su Specchio (suppl. de La Stampa) il mercoledì 11 agosto 1999




permalink | inviato da il 26/8/2005 alle 16:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


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