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  medusa [ Speranza non è che tu venga, verresti e sarebbe speranza (m. p.) ]
         


28 agosto 2005

HAI FIRMATO PER L’8 PER MILLE? Leggi un po’ qua…. (e diffondi il più possibile)

da www.anticlericale.net

 

Il sistema dell’ 8 per 1000, ovvero il meccanismo attraverso il quale lo Stato italiano finanzia la Chiesa cattolica e altre cinque confessioni religiose, funziona così: ogni anno, in occasione della dichiarazione dei redditi, ciascun contribuente versa obbligatoriamente l’8 per1000 delle sue tasse, e può esprimere la sua scelta a favore di chi destinare i fondi.

La ripartizione tra le diverse chiese del denaro di tutti gli italiani (1 miliardo di euro circa) avviene secondo la percentuale di contribuenti che annualmente hanno espresso la preferenza per l’una o per l’altra chiesa al momento della dichiarazione dei redditi (ad es. modello 730-1; Unico; CUD).

Attenzione, chi non esprime la scelta a favore di un soggetto verserà comunque il suo otto per mille ed esso sarà ripartito tra le diverse chiese sulla base delle scelte espresse dagli altri.

Quasi il 64% degli italiani non esprime una scelta nella dichiarazione dei redditi, per cui il loro otto per mille viene ripartito in base alle scelte degli altri. E siccome l’87% di chi firma sceglie la Chiesa cattolica, allora l’87% del tuo otto per mille finisce alla Chiesa cattolica.

Si, anche se tu firmi per lo Stato, l’87% dei tuoi soldi andrà alla CEI .

La percentuale di contribuenti che firma a favore della Chiesa cattolica è in costante crescita grazie al fatto che essa spende milioni di euro ogni anno per massicce campagne pubblicitarie sui media mentre le altre chiese non hanno un tale budget, e grazie alla rinuncia sistematica da parte del Governo italiano di informare i cittadini e fare anch’esso pubblicità.

I fondi erogati in favore della Chiesa cattolica sono cosi quintuplicati dal 1990 ad oggi, passando da 200 milioni di euro a 1 miliardo di euro, e l’aumento è stato impiegato principalmente per scopi religiosi (nuove chiese, sostentamento del clero, attività della Conferenza episcopale italiana, ma anche per i Tribunali della Sacra Rota, promozione delle associazioni cattoliche, propaganda) anziché per scopi caritativi e per la fame nel mondo.

Il sistema dell’8 per 1000 non garantisce la libertà religiosa dei cittadini, in quanto:

1) il versamento di denaro a favore delle confessioni religiose è obbligatorio per tutti i contribuenti, indipendentemente dalla loro volontà;
2) le preferenze religiose degli altri cittadini prevalgono sulle proprie scelte religiose, essendo peraltro previsto che anche i soldi di chi non firma per nessuno o firma per altri vadano distribuiti tra tutte le chiese.

È un sistema che viene tenuto nascosto ai cittadini perché troppo impresentabile per consentire che sia conosciuto. Ma finché esiste, meglio decidere da soli a chi dare i soldi, o no?

E allora…
DECIDI TU DEI TUOI SOLDI, FIRMA L’8 PER 1000!

Se vuoi saperne di piu:
www.anticlericale.net

Quest’anno ti invitiamo a firmare per la Chiesa Valdese in quanto:
non incassa i soldi dei cittadini che non hanno espresso alcuna scelta;
spende i suoi fondi solo per scopi sociali e umanitari e non per fini di culto, li assegna con una procedura trasparente e rende conto di quanto fatto
rispetta il principio di separazione tra Stato e chiesa, anche in relazione ai rapporti tra scienza e fede. La firma di ciascuno è importante. Un esempio: 50.000 contribuenti che scelgono il medesimo soggetto, determinano uno spostamento di più di 3 milioni di euro della sua quota di otto per mille; praticamente il budget di cui dispongono annualmente le confessioni religiose diverse dalla cattolica.

RICORDA!
L’otto per mille è il sistema con cui lo Stato finanzia la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose
Il 100% degli italiani versa l’otto per mille a tale fine, anche tu indipendentemente dalla tua volontà
L’unica cosa che puoi fare, è esprimere una preferenza tra i sette soggetti concorrenti, firmando il modello 730-1/Unico/CUD
Se non esprimi la preferenza i soldi non rimangono allo Stato, ma vengono ripartiti tra tutti in base alle scelte di chi firma. Nell’ultimo anno solo il 37% dei contribuenti ha espresso una scelta, ma l’87% dei fondi è andato alla Chiesa cattolica
La CEI incassa circa 1 miliardo di euro l’anno, e solo il 20% circa è destinato a interventi caritativi.
Se sei un pensionato o sei esonerato dalla presentazione dei redditi, chiedi il modulo per la destinazione dell’otto per mille e invialo per posta.
Quest’anno firma, e fallo per la Chiesa Valdese.
 

PERCHÉ LO STATO FINANZIA LE CHIESE

La decisione dello Stato italiano di finanziare le confessioni religiose, in primis la Chiesa cattolica, è una scelta che la Costituzione forse consente, ma certo non impone. Siamo di fronte, pertanto, ad una scelta puramente politica e come tale discutibile, sovvertibile.
In Inghilterra, ad esempio, nonostante la Chiesa anglicana sia religione di Stato, nessun finanziamento pubblico è riconosciuto alle confessioni religiose, nella convinzione che la funzione sociale di promozione della religione non sia una competenza proprio dello Stato e quindi i suoi costi non possono essere fatti ricadere sull’intera collettività.
La Stato italiano fin dal 1886, in via definitiva dai Patti lateranensi del 1929, ha erogato un reddito per il sostentamento -la cosiddetta congrua- direttamente ai singoli preti cattolici.
Quando nel 1984 il nuovo Concordato tra Stato e Chiesa cattolica ha abolito questo sistema per introdurre un contributo statale diretto alla Santa Sede (affidato e ripartito poi dalla Conferenza Episcopale Italiana), occorreva trovare uno strumento per garantire una quantità di denaro pari a quella sino ad allora necessaria al sostentamento del clero. Furono così introdotte due diverse forme di finanziamento pubblico della Chiesa cattolica: le offerte dei fedeli (deducibili sino a 1021 euro) e la quota dell’otto per mille dell’Irpef dei contribuenti italiani. Mentre l’apporto delle donazioni dei fedeli si è rivelato modesto (19 milioni di euro nel 2001), ogni anno la quota dell’otto per mille Irpef che viene assegnata alla Conferenza Episcopale Italiana cresce a ritmi elevatissimi, sia in termini relativi (passando in tre anni dal 82,5% al 87%), che in termini assoluti (dai 449 milioni di euro del 1995 ai 1016 del 2003).
Successive modifiche legislative hanno esteso ad altre confessioni religiose il diritto a concorrere alla ripartizione dei fondi derivanti dalla quota dell’otto per mille.
 

CHE COS’È L’ OTTO PER MILLE

Lo Stato italiano ha scelto di finanziare la Santa Sede attraverso la rinuncia di una parte del denaro raccolto con il pagamento dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche.
In pratica, l’otto per mille dell’Irpef che ogni contribuente italiano versa annualmente allo Stato viene accantonato in un fondo, poi ripartito tra la Chiesa cattolica, lo Stato e le altre confessioni religiose che concorrono alla ripartizione del denaro: l’ Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa evangelica valdese, la Chiesa evangelica luterana in Italia, l’Unione comunità ebraiche italiane.
La ripartizione del denaro tra i soggetti concorrenti avviene secondo la percentuale di contribuenti che annualmente hanno espresso la preferenza per l’una o per l’altra confessione religiosa al momento della dichiarazione dei redditi (ad es. modello 730-1, Unico).
Dunque, chi non esprime la scelta a favore di un soggetto verserà comunque il suo otto per mille ed esso sarà ripartito sulla base delle scelte espresse dagli altri. Ad oggi, circa il 64% degli italiani non esprime una scelta nella dichiarazione dei redditi, per cui il loro otto per mille viene ripartito in base alle scelte degli altri. E siccome l’87% di chi firma sceglie la Chiesa cattolica, allora l’87% del tuo otto per mille finisce alla Chiesa cattolica.
Nel 2003, il gettito complessivo dell’otto per mille di tutti gli italiani era di circa 1 miliardo di euro: l’87% di esso è andato alla Santa Sede, rectius, alla Conferenza Episcopale Italiana.

Ripartizione somme

 

2003

2002

2001

2000

1999

1998

Chiesa cattolica

1016

908

762

642

756

686

Stato

101

99

113

103

103

90

Chiesa Valdese

N.D.

3,5

4

4,7

4,3

2,6

Chiese Avventiste

N.D.

2,6

3,3

4,4

N.D.

4,6

Chiesa Evangelica Luterana

N.D.

2,8

N.D.
(Dati Non Disponibili)

Assemblee di Dio in Italia

N.D.

N.D.

Unione Comunità Ebraiche

N.D.

4,7

N.D.

N.D.

N.D.

N.D.

 

Solo Chiesa CATTOLICA


Tabella 2: % di preferenze tra i cittadini che hanno espresso una scelta negli anni 2001, 2002 e 2003*
* Le percentuali si riferiscono alle dichiarazioni Irpef rispettivamente del 1998,1999,2000

 

 IL GOVERNO GIOCA A PERDERE E LA CEI PIGLIATUTTO

 

La percentuale di italiani che non esprimono una scelta per la destinazione dell’otto per mille è in continua, anomala crescita: dal 55% del 1996 all’attuale 64%. Sono sempre meno, infatti, i contribuenti informati sul reale meccanismo delle scelte non espresse: molti pensano che non firmando i soldi rimangono nel bilancio dello Stato, ma non è così.

I Governi che si sono sin qui succeduti, non hanno informato adeguatamente i cittadini sul sistema di ripartizione, favorendo la crescita del numero di persone che non esprimono una scelta anche attraverso modulistiche poco chiare.

Lo Stato, peraltro, è uno dei soggetti cui può essere destinato l’otto per mille. Ma mentre la Chiesa cattolica, ogni anno, attua una massiccia campagna di propaganda sui media dal valore di alcuni milioni di euro, il Governo, al contrario, rinuncia sistematicamente a farsi propaganda, così determinando una costante diminuzione dei contribuenti che lo scelgono come destinatario.

In tale maniera il Governo italiano ogni anno “gioca a perdere”, arrecando una danno al bilancio dello Stato di centinaia di milioni di euro. E vista la ristrettezza dei mezzi a disposizione delle altre confessioni religiose, la maggiore beneficiaria è ovviamente la CEI.

 

 

 8 PER MILLE: COME DEVONO (DOVREBBERO) ESSERE SPESI I SOLDI

La legge vincola ciascun soggetto a destinare i fondi a determinati scopi...


Come si può notare, solo la Chiesa cattolica e la Chiesa evangelica luterana utilizzano i fondi che ricevono dall’otto per mille per finalità religiose.

In particolare, dei 1016 milioni di euro ricevuti dalla CEI nel 2003, quasi l’80 % è stato speso per finalità religiose, tra cui, oltre al sostentamento al clero e ai fondi per le diocesi, sono comprese la costruzione di nuove chiese, i costi della Sacra Rota, le attività della CEI. Nonostante ciò gli spot televisivi che solitamente accompagnano la campagna pubblicitaria della CEI a volte inducono il cittadino a pensare che i soldi vengono spesi prevalentemente per interventi caritativi e contro la fame nel mondo, mentre in realtà è ad essi destinato circa il 20%.

I soldi destinati allo Stato, invece, sono stati negli ultimi anni utilizzati per finalità diverse da quelle previste dalla legge: mentre in passato si sono finanziate operazioni militari di peace-keeping, la legge finanziaria del 2004 ha previsto che quasi l’80% dei fondi statali sia destinato a fini di polizia. In ogni caso, quasi la metà del denaro rimanente viene surrettiziamente dato alla Chiesa cattolica attraverso il restauro di beni ecclesiastici.

La legge, poi, prevede che ogni tre anni vi sia una verifica del gettito derivante dall’otto per mille: qualora il denaro spettante alle confessioni religiose sia superiore o inferiore a quello necessario a soddisfare le finalità di legge, è prevista la modifica dell’aliquota. Dal 1990 ad oggi il denaro assegnato in virtù dell’otto per mille è quintuplicato (da 200 milioni di euro del 1990 ai 1016 milioni di euro del 2003), mentre ad esempio lo “stipendio” dei preti è semplicemente raddoppiato. Nonostante l’evidenza dei numeri e l’obbligo di legge, nessuna modifica è stata fatta.

 

 

 






permalink | inviato da il 28/8/2005 alle 13:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


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